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Violenza sessuale: no alla pubblicazione di dettagli che identificano le vittime

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04/06/2009 12:12
 
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Lo scorso 17 marzo il consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare il decreto legislativo “che prevede disposizioni per l’incremento dei requisiti e la ridefinizione dei criteri per l’accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata dei giornalisti e per il riconoscimento degli stati di crisi delle imprese editrici, in attuazione della legge 26 ottobre 2016, n. 198” (Comunicato stampa ufficiale del Consiglio dei Ministri).
La “ricongiunzione” consente – a chi ha versato contributi in gestioni previdenziali diverse – di accentrare tutti i periodi assicurativi presso un unico ente, al fine di ottenere un’unica pensione. Le contribuzioni sono materialmente trasferite da ente ad ente.
La tutela della privacy è prevista espressamente solo per le persone fisiche e non si estende a quelle giuridiche. Le società, pertanto, non possono opporsi alla richiesta di accesso civico ad atti e documenti ad esse relativi detenuti dalle P.A. in funzione dell’interesse privatistico della tutela dei propri dati personali ex art. 5 bis, comma 2 lett. a d.lgs. 33/2013.
Esiste ancora, nell’ambito giornalistico, una disparità di trattamento retributivo legata al genere di appartenenza. Questo, almeno, è il dato evidenziato da un articolo pubblicato sul sito di INPGI notizie intitolato “8 marzo/Le giornaliste continuano ad essere penalizzate”.
Le novità in tema di pensioni per i giornalisti non finiscono con la riforma dell’Inpgi: dal 1 gennaio 2017 è in vigore il cumulo gratuito dei contributi.